Aviation

Fallimento Monarch una crisi annunciata

Il più grande fallimento di una compagnia aerea britannica

110 mila passeggeri lasciati a Terra, nominati amministratori straordinari del vettore Blair Nimmo, Jim Tucker and Mike Pink di KPMG. Governo inglese ha avviato procedura di rimpatrio.

La macchina dei rimpatri: Una dichiarazione della chairman della Civil Aviation Administration, Deirdre Hutton,

“Abbiamo predisposto un piano secondo il quale nessun viaggiatore dovrà rinunciare alla sua vacanza – ha spiegato -; riporteremo tutti a casa nei tempi stabiliti”.

Pensate che per completare il piano verranno utilizzati 30 aerei provenienti da 16 Paesi, che si recheranno in 34 destinazioni, davvero uno dei più grandi rimpatri mai avvenuti in UK.

E’ il più grande fallimento di una compagnia aerea britannica, a quanto pare non arrivato a sorpresa: nel settore da tempo si susseguivano voci di gravi problemi finanziari. Dal 2014 il gruppo, che impiegava 2.100 dipendenti, era al 90% di proprietà del fondo di investimenti Greybull Capital che dopo una prima ristrutturazione, nel 2015 era riuscito a portare il primo bilancio in utile dopo anni di perdite. Ma la crisi del modello Monarch che ha resistito per 50 anni, continuava a ridurre il numero di passeggeri e portò la compagnia ad un passo dal fallimento già nel 2016, con una perdita di bilancio di 291 milioni di sterline. Ieri la Civil Aviation Authority aveva concesso al gruppo un’estensione di 24 ore dell’operatività. Nella notte, però, l’annuncio dell’interruzione di tutti i servizi.

Voci diverse sulla causa del crack, secondo Blair Nimmo di KPMG, che  è stato nominato amministratore della compagnia in amministrazione controllata, il fallimento è il risultato di una “depressione dei prezzi” nel mercato delle tratte di breve percorrenza, ( problema comune anche ad altre compagnie aeree come Alitalia) ed i costi crescenti del carburante. Secondo la compagnia invece, all’origine della crisi ci sarebbero gli attacchi terroristici in Egitto e Tunisia e il collasso del mercato turco, infatti una grossa fetta dell’operativo era sui voli charter e i pacchetti vacanze.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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